mercoledì, 20 settembre 2006
persona esperta in codice da blog per inserire/sistemare le pagine di navigazione che in questo momento mancano (c'ho provato, ma risultati zero)
mersì
mononeuronicamente scritto da bigsoul alle 17:06
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mercoledì, 20 settembre 2006

il giochino l'ho finito, due giorni fa (ahhhhhhhhh!!!! grande soddisfazione!) e un po' mi sento orfana di queste perverse logiche mentali, che in fondo erano più semplici di quello che a volte immaginavo...

e, giusto perchè c'azzecca come il francobollo su un pallone, tra ieri sera e stamattina mi son resa conto che devo (quasi un imperativo categorico!) aggiornare la tipologia delgi uomini noiosi o quantomeno strani, surreali, incredibili.
il primo me l'ha passato un'amica: trattasi di colui che ti manda gli sms mane e sera... pieni, infarciti, tracimanti, ingolfati! da fate incantate, da uomini cattivi che uccidono le fate, da principi, principesse, da scie da seguire, da lucine accese o spente sui taxi... ma di che si fanno costoro? no, perchè... più che chiedere chi sia il loro pusher per provare a tua volta un trip di questo genere, lo vuoi sapere proprio per procuragliene uno nuovo... il loro deve avere roba tagliata proprio male...

il secondo, capitatomi oggi... resoconto a tappe:
1. il lui in questione pubblicamente si lamenta che le donne non rispondono ai suoi pvt (*), nemmeno per mandarlo... sì sì, proprio là!;
2. la bastard_inside (io), scambia pubblicamente un paio di messaggi lamentandosi ironicamente del fatto che nessuna delle due aveva ricevuto un pvt da costui;
3. la b_i, dopo 5 minuti, si ritrova un pvt dal suddetto. lo legge e risponde. dopo un brevissimo scambio di pvt ne consegue che lei confessa che ciò che aveva scritto pubblicamente non era al fine di ottenere un suo-di-lui messaggio e l'uomo replica che nemmeno lui voleva mandarlo;
4. la b_i scoppia silenziosamente a ridere (altrimenti il padre padrone la dà definitivamente per pazza) e si chiede e chiede a lui che le aveva scritto a fare...
"i contatti li cerco dal vivo" è la sua risposta (di una logica ferrea con la domanda peraltro).
ora... nuovamente mi chiedo.... voi (pochi e miseri lettori e lettrici...) che avreste fatto? io sono riscoppiata a ridere, stavolta sguaiatamente dal momento che ero rimasta sola nel mio ufficietto, e non ho resistito all'ovvia replica: "qualcosa non mi torna: cerchi i contatti dal vivo e scrivi alle persone che non puoi manco vedere e pure ti lamenti se queste non ti rispondono? dov'è che mi son persa il filo?"
non ho ancora visto una risposta (per fortuna...)

io avrò anche un surplus di cinismo in 'sto periodo... ma questi... ci fanno o ci sono?

(*) pvt = messaggi privati

mononeuronicamente scritto da bigsoul alle 16:56
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sabato, 16 settembre 2006

Se piglio chi l'ha inventato lo riempio di botte!
Si fa per dire.
1. non sono violenta fisicamente.
2. non si merita in fondo tanta violenza (ancora...)
3. resta comunque impossibile dal momento che al massimo potrei avere qualche contatto virtuale con lui. Ma solo per farmi dare delle dritte per le soluzioni!

La causa di tutto ciò è un malefico giochino, creato dal suddetto, che sono due giorni che non mi fa staccare la mente dal "come vado avanti ora?????"
Ho guglato alla grande, mi sono fatta un po' aiutare, ci siamo spaccati la testa in tre coraggiosi e più spesso in due (fantastico il mio amico renetta), ma con grande soddisfazione sono arrivata a pagina 36. Sono perchè dalla 35 alla 36, proprio quando dicevo che "io quella cosa lì non la capirò mai", ci sono arrivata da sola, senza la meletta; grazie a beato Google ho trovato l'oggetto che fa un'operazione che lo stesso oggetto di windows non fa, a meno che di non dare un banalissimo segno di spunta. Ma si sa che le cose banali sono quelle a cui meno si da' bada... E per poi scoprire che la soluzione è anch'essa banalotta, travestita da altolocatissima!
Ora, però, mi trovo davanti a qualcosa che mi disarma... Che cavolo devo fare ora con 'sto numero????

Mi sa che forse è anche un modo per sviare il cervello dal *Eh, non c'è una data. Al limite faremo l'albero di Natale insieme*. Ma..... accidenti a loro!
Sì, meglio pensare al 36 per ora!

mononeuronicamente scritto da bigsoul alle 23:46
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mercoledì, 13 settembre 2006

Amo la mia città in modo viscerale.
Ha una marea di difetti, ad iniziare dall'amministrazione comunale... ;) ; è considerata spesso una città "morta"; è una città vecchia per le media dell'età dei suoi abitanti; é ancorata al suo mito passato di mitteleuropa, all'Austria; è poco incline ai cambiamenti (il famoso no se pol) sia di natura politica che sociale...
Ma io la amo... profondamente... irrazionalmente anche, forse.
forse perchè mi sento malinconica... come lei...

P.zza Unità dall

Trieste
 
Ho attraversata tutta la città.
Poi ho salita un'erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.
 
Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia
.
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.
 
Intorno
circola ad ogni cosa
un'aria strana, un'aria tormentosa,
l'aria natia.
La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.

(da Trieste e una donna, 1910-12)

mononeuronicamente scritto da bigsoul alle 13:53
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mercoledì, 06 settembre 2006

ci penso da mo'. ho un'idiosincrasia verso tutto ciò che rappresenti l'universo maschile e che mi si avvicini per più di un'ipotetica amicizia. oddio... non ce ce ne siano a frotte di uomini di siffatto coraggio... ma confesso che questa pochezza mi aiuta in quella che per me è diventato un modus vivendi, operandi... e cogitandi!
sono diventata selettiva.
già... perchè non ne posso davvero più di omuncoli che si presentano (presentano????) con un (a scelta):
- ci sei?
- hai foto?
- hai cam?
- hai msn?
- voglio farti da schiavo;
- diventa la mia schiava.
senza dimentiacare quelli che scrivono in puro stile sms: ma cm diav s fa a capire 1 ke scrive in qto modo? a volte ti sembra di strisciare gli occhi (con conseguente urto fastidioso) contro le lettere a rilievo di un codice fiscale!
ma... passasse finanche la forma se solo poi ci fossero dei contenuti degni di essere presi in considerazione...
quando sono fortunata la conversazione si aggira tra i confini del cosa fai, dove lavori...
purtroppo la maggioranza quasi subito acquisisce una precisa e netta sembianza che non varia molto dal "cerco donna con cui accasarmi", al "famolo strano", al "sono separato in casa" per finire con "il poeta incompreso".
per quest'ultimo un'amica mi ha testè fornito prova lampante, passandomi la seguente frase giuntale da uno perfetto sconosciuto, solo per aver visto la sua foto su un forum pubblico: "Vorrei avere la possibilità di stringerti almeno una volta al mio petto per farti sentire il fuoco che scorre nelle mie vene e farti dimenticare per sempre gli altri..."
ora dico io: e se io (fossi in lei) non avessi alcuna voglia e/o interesse di dimenticare per sempre gli altri? ma... la cosa che mi sgomenta è: com'è possibile che tu mi dica queste cose se manco sai come mi chiamo? e poi magari si offendono perchè li tratti con diffidenza e sospetto...
i "separati in casa" sono eccezionali: si inventano storie al limite dell'incredibile per dimostrare la loro assoluta buonafede davanti ad una moglie arpia. ora non nego che qualcuno anche starà dicendo la verità... ma permettete che davanti ad una moltitudine... il sospetto sorga spontaneo...
i tipi da "cerco donna con cui fare una famiglia" a volte ti soprendono perchè davanti ad alcune loro affermazioni ti chiedi (anche perchè chiedere a loro sarebbe inutile) se ciò che cercano è una persona da avere accanto e con cui stare bene o se cercano uno status sociale, nella migliore delle ipotesi, o una colf, quando trattasi di peggiore...
infine i "famolo strano"... che ad onor del vero almeno riconosci essere tra i più sinceri. vanno diritto al sodo, senza fronzoli e senza creare illusioni o aspettative.

solo che alla fine sono TUTTI TERRIBILMENTE noiosi...
sono tutti omuncoli, omini, ometti, para-uomini (derivazione dei para-statali) fatti in fotocopia, a stampo, prevedibilissimi... che davanti ad un tuo "cosa ti piace leggere?" (nel malaugurato evento in cui tu non li abbia stroncati subito) o ti rispondono "niente!" o ritengono "Il codice Da Vinci" il miglior libro mai scritto... il che ti pone il dubbio esistenziale, dovendo per forza scegliere, di chi optare tra i due...
fortunatamente, come dicevo, sono diventata molto selettiva. e anche molto menefreghista da un certo punto di vista. ovvio che se e qunado "ci sto male, ci sto male!", però ho imparato a non pensare che magari rispondendo acidamente o freddamente, o -ancora meglio- non rispondendo affatto, posso far rimaner male qualcuno.
perchè perdere tempo con la noia quando spesso mi annoio già di mio, soprattutto in questa stagione?
ciò che più di tutto mi lascia incredula è "ma come non fanno a rendersi conto che sono noiosi?" perchè pensano di essere accattivanti dicendo alcune cose? chi glielo fa credere? i giornali che magari sfogliano? la pubblicità? noi donne?
su queste ultime i miei dubbi li avrei... sono contornata da donne che in linea di massima la pensano come me e quindi mi riesce difficile credere che costoro possino alimentare dei cotanti idioti... e magari sbaglio a generalizzare... ma non credo di essere un caso raro ad avere amiche con determinate idee (anche perchè di ambienti spesso diametralmente opposti... eppure... con il pensiero in comune)... quindi non mi resta che un'unica soluzione. il titolo di questo post.
è il cromosoma zoppo a fare la differenza. quella Y a cui manca una gambetta per diventare la X...
un mio amico si infuria a sentir parlare di cromosoma zoppo. un altro, citandomi filosoficamente e alla lettera non ricordo più quale scienzato, in soldoni mi ha detto che se quella gamba in più non è stata messa è perchè andava già bene così.
io ci rido e scherzo su lo stesso... sapendo, in fondo in fondo in fondo in fondo ecc ecc ecc, che effettivamente FORSE non è quello a renderci così diversi... ma è innegabile che l'uomo in quanto essere maschile sia d'una pochezza che mi lascia basita via via che passa il tempo... dal momento che tutte le nuove conoscenze non si discostano da questo clichè...
sono sfigata io????

mononeuronicamente scritto da bigsoul alle 14:52
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martedì, 05 settembre 2006

(Da morte nera e secca, da morte innaturale,
da morte prematura, da morte industriale
Per mano poliziotta, di pazzo o generale
diossina o colorante, da incidente stradale.
Dalle palle vaganti d'ogni tipo e ideale
da tutti questi insieme e da ogni altro male,
libera, libera, libera, libera nos Domine!)
Libera nos Domine
Il fascio di luce ne illumina il busto e nel silenzio del Palazzetto... solo la sua voce e la sua chitarra.
A stravolgere un inizio che è sempre lo stesso da anni.
E mi piace risentirla così, asciutta... mi piace sentire lui cantarla deciso... incazzato...
Me la gusto fino in fondo... nonostante le contraddizioni che ogni volta mi fa vivere... e alla fine mi abbandono ad essa, facendola mia.
Penso a quanti saranno quelli che si chiederanno *ma questa è una delle sue canzoni nuove?*.......

(Lunga e diritta correva la strada....) Canzone per un'amica
Adesso si comincia... finalmente... quasi che *Libera nos Domine* ne sia stata solamente l'ouverture.
Ma il banale e rassicurante ascolto delle prime note di "Canzone per un'amica" mi riappacifica col mondo e mi mette in moto tutta la sequenza di pensieri e che mi vedono a Pordenone proprio oggi; penso a Fulvia e a Ale che sono seduti vicini a me, e mi dico che in realtà di cose *con Guccini* ne abbiamo fatte parecchie insieme... beh... forse non proprio moltissime... ma di una bellezza e qualità rara...

(...E senti ancora quelle voci
di mezzi amori e mezze vite accanto
non sai però se sono vere
o sono dentro l'anima soltanto...)
Due anni dopo
Il ricordo va a chi tempo fa mi disse: *Il nostro è un mezzo amore, una mezza vita accanto*... strano come solo adesso mi accorga che gli vanno a ruota quel *non sai però se sono vere*... se erano vere quelle parole...
Probabilmente no. Ma non è il tempo per la malinconia stasera.
 
(... distese di foglia marcita
che cade in silenzio lasciando per sempre la vita...)
Autunno
Altri ricordi... di una canzone rubata ad un concerto altrui, ascoltata al cellulare... tempo fa.
Ma anche l'immagine viva, reale, dei tappeti di foglie, inumiditi dalla pioggia autunnale, contrasto di giallo, rosso, marrone, col grigio dei marciapiedi. Ho sempre amato l'autunno più di ogni altra stagione: mi sa di casa, di calore, di serate passate davanti al camino a raccontare e raccontarsi, di rientro in se stessi, nella dimensione più intima di ciascuno di noi, quando vogliamo regalarne un po' a chi ci sta accanto in quel momento...
 
(Bisanzio forse non è mai esistita...) Bisanzio
Bisanzio! Una delle mie canzoni preferite.
Mi guardo attorno e vedo che pochi la stanno cantando e inizio a sentirmi un po' *inadeguata* ai concerti.
Le canzoni mi danno emozioni e colori; questa è carica di blu, è una notte stellata, in cui ci sta Vespero... e magari anche la *Cintura di Orione*....
E' il fascino del mistero. Il tentare di dare corpo alla fantasia.
Suoni, odori, rumori la accompagnano... una città viva... un protomedico, matematico, astronomo, FORSE saggio... a brancicare attorno, a definir responso.
Bisanzio forse non sarà mai esistita... ma per ciò che mi riguarda è più reale che mai.
 
(...quell'uomo era il mio volto, era il mio specchio...) Amerigo
Credo sia stata, Amerigo, una delle prime canzoni che pazientemente mi sono battuta a macchina una quindicina d'anni fa, per poi riempirla di accordi e tentare di suonarla; chissà, magari perché inizia per "A" :) Nel corso degli anni l'ho scoperta... ma è stato ieri sera che sono passata attraverso l'innamoramento finale... anzi oserei dire che sono passata dall'innamoramento scontato all'amore vero proprio.
Mi salgono alla mente le immagini *plastiche* della vita di quest'uomo, piegato dalla solitudine, dalla nostalgia, dall'accorgersi di essere diverso, dalla fatica, dal lavoro in miniera.... antracite... da tutto ciò *che lo feriva al cuore come un coltello*... Prima di cantarla Guccini l'ha introdotta, forse dicendo cose scontate, ricordando i cicli della storia... oggi a quelli che chiamiamo *vu cumprà*, ieri a noi, domani chissà... esattamente la stessa identica cosa...
Sarà forse anche per questo che ascoltandola mi quasi commuovo, pensando a tutti coloro che si ritroveranno al punto di dover fare la stessa vita, per necessità e non per scelta...
 
(...se le cose son state poi più amare
le accetti, tiri avanti e non hai perso
se sono differenti dal sognare
perché non è uno scherzo sapere continuare...)
100, Pennsylvania Ave.
Altro pezzo semisconosciuto ai più... e continua a crescere il mio senso d'inadeguatezza al concerto...
Come tante altre cose che mi... ci... regala Guccini, anche questa canzone ha in sé l'interrogativo del cos'è che ha portato due persone prima vicine e che ad un certo punto si son perse di vista, a diventare quelle che sono...
Cos'è successo nel frattempo? Che ti è accaduto...? Cosa hai vissuto? Chi hai conosciuto, incontrato? Cos'è che ti ha fatto mettere da parte i tuoi sogni, i tuoi ideali?
Domande che ti chiedono quanto sia il rimpianto per le occasioni perdute o perse... che chiedono dove la si è tirata fuori la voglia di continuare, perché non è uno scherzo saperlo fare... quando attorno vedi sgretolarsi via via i tuoi sogni e i tuoi desideri...
Non riesco più a distinguere tra il personale e il generale... i miei sogni e i miei desideri e gli ideali *alla cogliona fatti coi miti del sessantatre'... i due Giovanni e pace un po' alla buona*... quanta ne vorrei ora di pace *un po' alla buona*....
 
(...soffiasse davvero quel vento di scirocco
e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare
dietro alla faccia abusata delle cose
nei labirinti oscuri della case
dietro allo specchio segreto di ogni viso
dentro di noi)
Scirocco
Dopo le prime tre note Ale cade in catalessi; ogni tanto lo guardo con la coda dell'occhio e vedo che buona parte della canzone se la canta a capo chino... preso dall'estasi musicale... ed in effetti... Scirocco suonata e cantata dal vivo... è un'emozione fortissima...
Ancora adesso non so dirmi che cos'è che me la fa ritenere una tra le migliori canzoni di tutta la produzione gucciniana.
Eppure... Forse sarà la musica... la milonga... che per associazione d'idee mi porterebbe lontano lontano... E invece mi incanto a guardare quest'uomo che la canta con la gestualità che quasi mi rende le immagini come fotogrammi davanti agli occhi... salvo schiaffeggiarmi alla fine, quando mi fa uscire dal film, per riportarmi alla brutalità del guardare oltre ciò che banalmente vedo o che sono troppo abituata a vedere, per accorgermi di quello che veramente *la faccia abusata delle cose* nasconde...
 
(...attendere non sai dove
quando il buio tornerà)
Per quando è tardi
C'è poco da dire: di tutte le canzoni di G., ciò che mi attira a pelle sono le parole; solo in seguito mi metto ad ascoltare la musica con un minimo di attenzione, più per imparare la melodia e riuscire a cantarla, che per altro.
Con “Per quando è tardi” è successo il contrario: conosciuta prima nella versione di “Quasi come Dumas” che in quella originale di “Due anni dopo”, mi è subito piaciuto il suo incedere lento che si carica *musica facendo*... il ritornare a chinarsi su se stessa per risfociare in ampiezza... e finire con uno spazio aperto... con la voce di Guccini quasi in secondo piano...
Lo so che non sto usando termini tecnici... ma sto solo cercando di descrivere la sensazione che provo, nulla di più.
 
(...ognuno vive dentro i suoi egoismi
vestiti di sofismi...)
Canzone di notte n°2
Prima di attaccarla esordisce con: *Mi hanno chiesto perché non ho scritto una canzone dopo il G8 di Genova e io ho detto che l'avevo già scritta vent'anni fa!*
La ascolto con la solita compartecipazione di cuore... e mi sembra quantomai attuale, tanto da decidere di stamparmela in gigante e attaccarla su qualche muro, pronta ad essere letta ad ogni istante.
Solo il giorno prima sento alla radio che, per dirla alla Guccini, “finalmente anche l'Italia ce l'ha fatta ad entrare in guerra”... scusate, non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera!
Certo, pensare è sconsigliato a chi non c'è abituato ed è bene essere un poco diffidente per chi è un po' differente... ma mi sa che son proprio in tanti a ignorare quel tarlo mai sincero che chiamano pensiero... scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno...
Ho deciso: questo sarà il mio personale manifesto anti-guerra!
 
Già da questo punto in avanti il concerto prende la strada delle "canzoni che devo fare altrimenti non mi fanno uscir vivo!"...
Eskimo
Vorrei
Don Chisciotte
Cirano
Il Vecchio e il bambino
Auschwitz
Dio è morto
La locomotiva

Il mio senso d'inadeguatezza iniziale appena accennato è cresciuto a dismisura... mi sento molto simile Filemazio e al suo sentirsi troppo vecchio per capire... ma io probabilmente non ce la farò mai a diventare saggia.
Devo essere *geneticamente non predisposta* al non capire... una sorta di *inattitudine*... come quella del ministro Martino per le attività militari... ma spero di non finire tra 30 anni per esaltarmi quasi esclusivamente davanti a Cirano o Don Chisciotte, o anche davanti alla stessa Vorrei o a La Locomotiva... quando posso bearmi e beare le mie orecchie, la mia testa e il mio cuore ascoltando delle perle come Bisanzio, appunto, o come Scirocco, o come Signora Bovary o ancora Argentina, La verità, Canzone delle domande consuete, Lettera, Van Loon.........
il *mio* Guccini non è relegato a *Fra la via Emilia e il West* o a *Guccini Live Collection*...
"...il mio guccini è la storia di un colpo di fulmine che veniva rinfocolato ad ogni nuovo album che compravo e che poi è diventato una passione di quelle vere e indomabili, qualcosa che non si cancella, che ti entra nelle budella e ti allaga la vita... "  (m.)
Non capisco, giuro che non capisco... e mi sento lontana anni luce e spazi siderali dallo stimolo causa-effetto di input dati e il cui risultato e già determinato... e la cui risposta è sempre quella... sempre, ogni volta...
Non so che effetto mi farà il prossimo concerto che vedrò... ma confesso di essermi chiesta: *ma ce ne sarà un altro che vorrò vedere?*... poi... il gusto e il piacere personale hanno avuto la meglio davanti all'eco rimbombante della folla risvegliatasi dal suo torpore semisopito al suono di Don Chisciotte...
Ora posso anche concedermi il lusso di solo sentire, ma non ascoltare... tanto il meglio è già venuto...

mononeuronicamente scritto da bigsoul alle 15:53
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martedì, 05 settembre 2006

Se devi amarmi, fa, che sia per niente
altro che amore. Tu non dire:
"l'amo per il sorriso, per lo sguardo,
per il modo gentile di parlare,

per i pensieri complici che un giorno
ci hanno fatto sentire bene insieme";
sono cose che cambiano, Amor mio
(o in se stesse o per te): l'amore allora

da gemma lavorata si fa pietra.
Non amarmi - neppure - perché asciughi
pietoso le mie lacrime: potrebbe

scordare il pianto e perdere il tuo amore
chi ha goduto del tuo aiuto. Amami solo
per amore: sempre, se puoi, e per sempre.

Elizabeth Barrett Browning

mononeuronicamente scritto da bigsoul alle 15:35
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lunedì, 04 settembre 2006

una volta usavo lo scrivere per sfogarmi... ora è tanto che non lo faccio più...
poco poco... ma forse adesso parlo un po' di più (oddio per parlare di più non è che ci volesse poi molto....) e allora lo scrivere diventa un po' meno importante... ma ci sono cose che cmq sono confinate dentro di me... che forse emergono lo stesso per chi mi conosce... ma che non trovano in realtà una via d'uscita...
credo che oggi sia giunto il momento di dar loro voce... pur essendo cose forse poco importanti...

ho capito in questi giorni che 4 mesi non mi sono bastati per *metabolizzare il lutto*.
non passa giorno che io non pensi a max, con la stessa incredulità di allora per quanto e come è successo. ieri mattina, in chiesa, sono scoppiata a piangere...con nella testa la memoria di tanti gesti -suoi- volti al bene nostro... gesti che ha poi dimenticato nello spazio di 24 ore scarse...
tempo fa ho scritto che le parole hanno un'importanza sacra e che sapere di aver sento cose "dette per dire" può far vomitare; oggi ribadisco ancora che hanno un'importanza sacra. forse anche sempre di più. ma non sento più il bisogno di vomitare... sento solo il dolore che ancora esse mi provocano al ricordarle...
sono una donna ferita... che sta cercando di guarire... solo che non sa bene come si fa...
è utile sapere che in questo momento ho altre cose "più importanti" a cui pensare, che appartengono al mio bene... e solo ad esso... ma forse non bastano a far rimarginare una ferita che non ne vuole ancora sapere di chiudersi per bene...
so bene che anche la cicatrice, quando fresca, a toccarla fa ancora male... e che ce ne vogliono di mesi affinché diventi una zona quasi insensibile... pur nella sua manifesta visibilità... ma devo ammettere che non mi sento "cicatrizzata" ancora...
una cosa però è certa: so che desidero con tutto il cuore risucire a guarire...
e so di non essere sola...

mononeuronicamente scritto da bigsoul alle 12:26
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