... a fare la curiosa e ladra di vite altrui ti imbatti in dei post che ti colpiscono e altri che ti piacciono...
Ne ho trovato uno che appartiene ai secondi, e col permesso dell'autore, lo riposto sul mio blogghino.
... a fare la curiosa e ladra di vite altrui ti imbatti in dei post che ti colpiscono e altri che ti piacciono...
Ne ho trovato uno che appartiene ai secondi, e col permesso dell'autore, lo riposto sul mio blogghino.
E' da quando sono tornata a casa dall'ospedale che ci penso... e forse è ora di scriverlo.
Ancora una volta ho avuto conferma di quanto contino le relazioni nella mia vita (e di ogni persona, suppongo...). In ogni momento difficile che mi sono ritrovata a vivere ho sperimanto in maniera fisica e concreta la bellezza dei miei tanti amici.
Già il fatto che siano tanti spesso mi mette nella condizione di sentirmi... strana, percependo che in linea di massima quasi tutti dicono di poter contare sulle dita di una mano le proprie vere amicizie... Sono fortunata, ma so che a me due mani invece non basano. E non credo di parlare superficialmente, né di esserlo. Sento, piuttosto, di avere percorso delle strade nella mia vita che mi hanno permesso ed insegnato a costruire relazioni con gli altri che sono vere, profonde, vitali... E ciò lo sperimento quotidianamente, ma ancora di più nei classici "momenti del bisogno"... vera e propria cartina di tornasole.
Strana cosa per chi si è sempre autodefinita come "asociale" però... :)
Forse sarò anche presuntuosa e supponente, ma credo che ci sia un fondo di verità in questa affermazione: non è propriamente esatto dire che sono "asociale"; è vero però che sono una persona che sa star bene da sé, che non teme affatto la solitudine (pur nella sua pesantezza a volte), che parimenti all'uscire ogni sera per una settimana con varie persone, altrettanto sa stare 10 giorni senza mettere naso fuori dalla porta, eccetto per il lavoro, in perfetta serenità. FORSE per tutto ciò, i miei amici capiscono in qualche maniera che stare con loro non rappresenta un riempire vuoti e spazi, ma solo la gratutià del voler stare con qualcuno per il puro piacere di farlo...
Anche stavolta sono stata riempita da attenzioni e visite e telefonate... E dire che si trattava di un intervento e convalescenza piuttosto leggeri...
E ogni volta il mio pensiero corre all'aprile del '98, di cui un giorno forse racconterò, in quel mese d'ospedale... in cui le visite non si sono mai rarefatte... e al cui termine medici e infermieri mi han detto: "Non abbiamo mai visto un paziente ricevere così tante visite, un viavai tanto frequente e pieno."
Sì... sono proprio fortunata.
Quando magari fuori piove
dentro al cuore fitti pensieri cascano
e tu premi gli occhi palpebra palpebra
a cercar di indovinare nei ricordi raggi di sole
quando magari a fianco senti
una possibile felicità la mattina
e sul cuscino la trovi la sera
quando magari chiudi la portiera
e ti dici parto
ma sai già che tornerai
anche questa poesia è stata scritto "per me" (mi fa tanto strano questa cosa...) e l'autore è sempre è lui. Il prete più poeta e sensibile che conosca... e vero ministro di Dio.