martedì, 21 novembre 2006

... a fare la curiosa e ladra di vite altrui ti imbatti in dei post che ti colpiscono e altri che ti piacciono...
Ne ho trovato uno che appartiene ai secondi, e col permesso dell'autore, lo riposto sul mio blogghino.

PERCHÉ TI VOGLIO BENE
 
Quando ti sei svegliato questa mattina ti ho osservato ed ho sperato che tu mi rivolgessi la parola, anche solo poche parole, chiedendo la mia opinione o ringraziandomi per qualcosa di buono che ti era accaduto ieri, però ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare. Ho continuato ad aspettare mentre correvi in casa per vestirti e sistemarti, sapevo che avresti avuto del tempo anche solo per fermarti qualche minuto e dirmi "Ciao"; però eri troppo occupato. Per questo ho acceso il cielo per te, l'ho riempito di colori e di canti di uccelli per vedere se così mi ascoltavi, però nemmeno di questo ti sei reso conto. Ti ho osservato mentre ti accingevi al lavoro e ti ho aspettato pazientemente tutto il giorno, con le molte cose che avevi da fare, suppongo che tu sia stato troppo occupato per dirmi qualcosa. Al tuo rientro ho visto la stanchezza sul tuo volto ed ho pensato di rinfrescarti un poco facendo cadere una lieve pioggia, perché questa la portasse via, il mio era un dono, ma tu ti sei infuriato ed hai offeso il mio nome. Desideravo tanto che tu mi parlassi. c'era ancora tanto tempo, ho pensato. Dopo hai acceso il televisore, ti ho aspettato pazientemente, mentre guardavi la TV, hai cenato e immerso nel tuo mondo ti sei dimenticato nuovamente di parlare con me. Ho notato che eri stanco ed ho compreso il tuo desiderio di silenzio e così ho fatto scendere il sole ed al suo posto ho disteso una coperta di stelle e al centro di questa ho acceso una candela: era uno spettacolo bellissimo, ma tu non ti sei accorto di nulla. Al momento di dormire, dopo aver augurato la notte alla famiglia, ti sei coricato e quasi immediatamente ti sei addormentato. Ho accompagnato i tuoi sogni con musica e dolci pensieri e i miei angeli hanno vegliato su di te, ma non importa, perché forse nemmeno ti rendi conto che io sono sempre lì con te. Ho più pazienza di quanto immagini, mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza tu con gli altri. Ti amo tanto che attendo tutti i giorni una preghiera, i doni che ti ho dato oggi sono frutto del mio amore per te. Bene, ti sei svegliato di nuovo ed ancora una volta io sono qui che aspetto, senza nient'altro che il mio amore per te, sperando che oggi tu possa dedicarmi un po' di tempo. Buona giornata. Tuo papà Dio
mononeuronicamente scritto da bigsoul alle 16:35
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domenica, 19 novembre 2006

E' da quando sono tornata a casa dall'ospedale che ci penso... e forse è ora di scriverlo.
Ancora una volta ho avuto conferma di quanto contino le relazioni nella mia vita (e di ogni persona, suppongo...). In ogni momento difficile che mi sono ritrovata a vivere ho sperimanto in maniera fisica e concreta la bellezza dei miei tanti amici.
Già il fatto che siano tanti spesso mi mette nella condizione di sentirmi... strana, percependo che in linea di massima quasi tutti dicono di poter contare sulle dita di una mano le proprie vere amicizie... Sono fortunata, ma so che a me due mani invece non basano. E non credo di parlare superficialmente, né di esserlo. Sento, piuttosto, di avere percorso delle strade nella mia vita che mi hanno permesso ed insegnato a costruire relazioni con gli altri che sono vere, profonde, vitali... E ciò lo sperimento quotidianamente, ma ancora di più nei classici "momenti del bisogno"... vera e propria cartina di tornasole.
Strana cosa per chi si è sempre autodefinita come "asociale" però... :)
Forse sarò anche presuntuosa e supponente, ma credo che ci sia un fondo di verità in questa affermazione: non è propriamente esatto dire che sono "asociale"; è vero però che sono una persona che sa star bene da sé, che non teme affatto la solitudine (pur nella sua pesantezza a volte), che parimenti all'uscire ogni sera per una settimana con varie persone, altrettanto sa stare 10 giorni senza mettere naso fuori dalla porta, eccetto per il lavoro, in perfetta serenità. FORSE per tutto ciò, i miei amici capiscono in qualche maniera che stare con loro non rappresenta un riempire vuoti e spazi, ma solo la gratutià del voler stare con qualcuno per il puro piacere di farlo...

Anche stavolta sono stata riempita da attenzioni e visite e telefonate... E dire che si trattava di un intervento e convalescenza piuttosto leggeri...
E ogni volta il mio pensiero corre all'aprile del '98, di cui un giorno forse racconterò, in quel mese d'ospedale... in cui le visite non si sono mai rarefatte... e al cui termine medici e infermieri mi han detto: "Non abbiamo mai visto un paziente ricevere così tante visite, un viavai tanto frequente e pieno."

Sì... sono proprio fortunata.

mononeuronicamente scritto da bigsoul alle 13:58
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domenica, 19 novembre 2006

Quando magari fuori piove
dentro al cuore fitti pensieri cascano 
e tu premi gli occhi palpebra palpebra 
a cercar di indovinare nei ricordi raggi di sole
quando magari a fianco senti
una possibile felicità la mattina 
e sul cuscino la trovi la sera 
quando magari chiudi la portiera
e ti dici parto
ma sai già che tornerai

anche questa poesia è stata scritto "per me" (mi fa tanto strano questa cosa...) e l'autore è sempre è lui. Il prete più poeta e sensibile che conosca... e vero ministro di Dio.

mononeuronicamente scritto da bigsoul alle 13:34
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