Tante cose sono cambiate da quando “sto male”... piccolissime cose... ma ci sono.
Dal piangere per qualsiasi piccola bella cosa... all'intrufolarmi nei discorsi altrui, per strada, davanti a una vetrina, per confermare o meno quello che sento (se mi tocca in qualche modo), lasciando sbigottite le persone… all’essere anche – per contro – molto meno tollerante nei confronti della superficialità, di chi si arrabbia per cose che non hanno senso, di chi non fa altro che lamentarsi per tutto, di chi si sente vittima…
Sì, lo so che dalla lista sembra che vivere il negativo sia predominante… ma non è così…
Tra tutte le cose belle ce n’è una che a distanza di più di qualche giorno mi commuove ogni volta che mi sale alla memoria…
Sono andata un pomeriggio a leggere un libro in una zona tranquilla… alberi, panchinette, gelateria, tanti bambini… Ero seduta senza alcuna voglia di leggere e mi guardavo intorno, un po’ malinconica. Ad un certo punto passa davanti a me, col papà, una bimbetta in triciclo... non più di 2 anni, 2 e mezzo. Mi guarda, guarda il papà ed esclama: “Ma cosa fa quel signore?”
“Non è un signore, è una signora” risponde con calma e delicatezza il papà.
“Ma non ha i capelli!” risponde lei, con la sincerità e spontaneità di cui solo un bambino è capace.
Non so se questa affermazione mi ha maggiormente divertito o immalinconito ancora di più.
“Ma no” – replica il papà – “non vedi che ha la gonna e anche gli orecchini? E’ una signora”.
“Ah, sì, è vero, ha la gonna e gli orecchini e allora è una signora”.
La guardo e sorrido. Il papà mi guarda e mi sorride.
Si voltano e iniziano a tornare da dove erano venuti e la bimba mi dice “ciao” facendo il gesto anche con la manina.
Vedo il papà che si china verso la figlia e la bimba si gira di nuovo verso di me e mi manda un bacio.
Le mie lacrime han iniziato a scendere… ho mandato un bacio a mia volta a lei, ho guardato il papà e senza rendermi conto che lo stavo dicendo è uscito un “Grazie” dalla mia bocca, passato prima dal cuore che dal cervello.
Quando dico “sto male” è tra virgolette perché il solo segno tangibile, allo stato attuale, della mia leucemia è l’aver perso tutti i capelli. Ciò non mi provoca eccessivo disagio, per fortuna… Non è una cosa di cui mi devo vergognare.... Però… mi fanno sentire “diversa”… e tanti sguardi me lo confermano… alcuni insistenti… e tanto fastidiosi… adulti, bambini… indifferentemente.
Ma il bacio al volo di quella bimba… mi fa pensare che esistono ancora genitori che sono in grado di insegnare ai loro figli che un “diverso” non va guardato con diffidenza e ostilità o ostentata curiosità…